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Se guardo gli altri ragazzi sono gay?

8 novembre, 2016 alle 11:11 AM
Autore: drpozzi

 


Un interrogativo che tormenta spesso i maschi, soprattutto quelli giovani, nasce dal presupposto che un “vero uomo” non deve guardarsi attorno, se non per ammirare la bellezza femminile e possibilmente commentarla con altri maschi.
In realtà accade spesso che un ragazzo (o un uomo più maturo) si guardi attorno anche per scrutare e magari ammirare altri maschi per la loro forma fisica, il loro look, la loro disinvoltura o simpatia e così via.
Questo accade normalmente in ambito femminile, perchè fra le donne è molto comune la tendenza a osservare e giudicare l’abbigliamento, la magrezza o grassezza,  la scelta di accessori e l’atteggiamento delle altre donne. Se ci fate caso, quando una donna entra in una stanza sono più le altre donne che gli uomini a scrutarla e a farne lo “scanning”: di alcuni aspetti della presenza fisica, come ad esempio tipicamente la cellulite, si accorgono decisamente con maggiore frequenza le altre donne rispetto agli uomini, e anche l’ideale di magrezza da raggiungere è spesso coltivato più fra le donne stesse che da parte degli uomini, che nelle varie ricerche sul tema affermano spesso di preferire una donna dalle forme femminili e morbide rispetto a una donna ossuta e magra, magari bella ma algida come una modella.

Perchè osservare le persone dell’altro sesso – con invidia o ammirazione – non è un problema per le donne e lo è per gli uomini?

La spiegazione è di tipo sia psicologico che culturale: fra le donne è ammesso e considerato implicitamente normale confrontarsi e misurarsi con altre donne perchè esiste una tendenza alla competizione (e all’invidia) che nasce nel rapporto con la madre, nella primissima parte della vita della bambina.
Chi fosse interessato può leggere “Invidia e gratitudine” di Melania Klein, un classico della psicoanalisi che illustra nel dettaglio i meccanismi che nascono nella prima relazione stretta che una donna appena nata ha con un’altra donna, la madre, e che si ripercuoteranno per il resto della sua esistenza nel rapporto con altre donne (a meno che non decida di lavorare su di sè per affrancarsi da questa tendenza che ha origini inconsce).

Il piccolo uomo non vive lo stesso rapporto competitivo con la madre e si misurerà con il padre solo molto più avanti nella vita, quando le basi del rapporto con entrambi i sessi saranno già state gettate e consolidate. Si tratterà inoltre di un confronto basato sulle abilità e sui risultati, fatto di ammirazione e ricerca di emulare il padre (o di non essere come lui, se l’opinione che il bambino ne ha è negativa), e non riguarderà in genere caratteristiche fisiche ed estetiche.
Per questo motivo l’eccessiva attenzione rivolta ad altri maschi è considerata culturalmente ambigua e segno della presenza di un’omosessualità latente (o ben presente e non dichiarata dal soggetto), come se il solo atto di guardare e ammirare altri maschi significasse esserne attratti sessualmente e possedere quindi un’identità “non virile”, ma femminile, e quindi omosessuale.
Tale attrazione è considerata inaccettabile in molte culture e religioni e questo non può che mettere ancor più in difficoltà il giovane maschio che si trova a scrutare i propri pari senza arrivare a capire che questo è del tutto fisiologico e non significa nulla per quanto riguarda l’orientamento sessuale.
Questa tendenza all’osservazione/ammirazione degli altri maschi crea generalmente più disagio nei soggetti con una certa tendenza ossessiva, che non riescono a uscire dal dubbio che tale comportamento genera in loro circa la reale identità sessuale [leggi Ossessioni: curare o gestire?].

(Il discorso vale ovviamente per chi non è e non si sente gay anche se ammira gli altri ragazzi e uomini, ma soffre di una sintomatologia ansioso-ossessiva che lo porta a dubitare di esserlo e a vivere questo dubbio con profonda angoscia e vergogna.)

Perchè un maschio guarda un altro maschio?
Escluso il caso di una reale omosessualità, questo avviene in genere per un motivo ben preciso: il senso di inferiorità rispetto agli altri ragazzi/uomini.
Chi si trova in questa situazione noterà infatti che i maschi che ammira sono quelli che possiedono caratteristiche che lui stesso vorrebbe possedere sul piano sia fisico, sia relazionale e comportamentale.
A volte può nascere una temporanea attrazione dalle sfumature omosessuali anche fra chi non è gay, ma si tratta semplicemente della trasposizione sul piano sessuale del desiderio di avvicinarsi a quel ragazzo che si ammira tanto e delle cui qualità ci si vorrebbe impadronire.

In conclusione: guardare un altro maschio non significa essere gay, ma significa essere insicuri e desiderosi di cambiare, di migliorare, di acquisire quelle qualità che al momento mancano e che potrebbero dare una svolta alla propria vita.

- Dr. Stefano Pozzi, psicologo psicoterapeuta psicoanalitico a Milano e Mariano Comense
 
 

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