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Si può morire per un attacco di panico?

21 gennaio, 2014 alle 02:01 PM
Autore: drmassaro

 

Gli attacchi di panico sono mortali?
La domanda è tutt’altro che secondaria, se consideriamo che la paura di morire è un sintomo psichico centrale nell’attacco di panico stesso e che chi ne è colpito in quel momento sente di essere in gravissimo pericolo di morte.
In generale la risposta è NO, dal momento che non risulta in letteratura che qualcuno sia mai morto per un attacco di panico, ma non si può negare che chi è colpito più volte e per diverso tempo da attacchi di panico è esposto a rischi seri per la salute, a causa degli effetti degli ormoni che il corpo produce in quel frangente, come tachicardia, vasocostrizione e sbalzi di pressione.

Quando l’organismo produce una reazione di panico risponde ad uno stimolo psichico inconscio secernendo ormoni fra i quali adrenalina/epinefrina, noradrenalina e cortisolo, necessari a predisporre l’organismo alla reazione di fuga: se mi sento a rischio di morire la mia reazione sarà ovviamente quella di scappare e mettermi al riparo per salvaguardare la mia vita, e per scappare ho bisogno di alcune condizioni fisiche che mi consentano di farlo. Gli ormoni prodotti dal corpo in quel momento servono proprio a rendere possibile la fuga perchè aumentano il battito cardiaco, bloccano i processi digestivi, incrementano l’afflusso di sangue ai muscoli ottimizzando l’utilizzo delle risorse psicofisiche allo scopo di agevolare l’allontanamento dal pericolo.

Il rischio di morte aumenta in linea teorica col passare del tempo e con il ripetersi delle crisi di panico, che impregnano letteralmente l’organismo di ormoni dello stress (cortisolo e adrenalina) se l’ansia è intensa e gli attacchi frequenti – scenario che si concretizza soprattutto quando la persona non fa nulla per curarsi e la sintomatologia ovviamente non regredisce stabilmente da sola, ma tende a peggiorare.
Per produrre gli stessi effetti nel corpo la quantità di ormoni prodotta attacco dopo attacco aumenta nel tempo, perchè l’organismo si sensibilizza e ha bisogno di uno stimolo maggiore per produrre lo stesso effetto: da qui può derivare un serio rischio per la salute, dal momento che esporre i vasi sanguigni e gli organi interni a una continua impregnazione di adrenalina e cortisolo ne altera la fisiologia e a lungo andare – specialmente se il soggetto non è in perfette condizioni di salute fisica – può provocare disturbi e patologie fisiche come infarto, ictus, ulcera gastrica e duodenale, tumori, oltre a tutti gli altri sintomi fisici non pericolosi per la sopravvivenza (vedi).

Di conseguenza se è vero che non si muore per il singolo attacco di panico, è vero anche che nel tempo tutto l’organismo risente dello stress cronico che l’ansia produce e dell’effetto di adrenalina e cortisolo, incrementando il rischio di malattia e di morte.
Una buona psicoterapia che risolva il problema alla radice consente di prevenire anche i disturbi fisici che ne possono derivare.

 

 


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