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Posts Tagged ‘formazione reattiva’

“Ho sempre paura che succeda qualcosa di brutto ai miei cari…”

mercoledì, novembre 27, 2013 @ 04:11 PM
Author: drmassaro

 


Il pensiero che chi amiamo possa essere vittima di un incidente, contrarre una brutta malattia, andare incontro ad eventi spiacevoli o situazioni pericolose può attraversare la mente di chiunque in alcune occasioni, ma in genere nasce quando la persona per la quale temiamo si sta esponendo a rischi reali con il proprio comportamento.
A volte però l’apprensione è costante e indipendente dalla realtà oggettiva e fantasie di malattia morte, aggressione e così via sorgono senza che ve ne sia un motivo, non abbandonando facilmente chi le produce.

Da dove nasce l’apprensione che alcune persone manifestano costantemente e con insistenza nei confronti delle persone a loro vicine?

Di solito si tratta di persone care, come i figli, i genitori o il partner, che l’apprensivo realmente ama: le ama a tal punto da non consentire a sè stesso o a sè stessa di ammettere quanto queste persone possono a volte essere irritanti e suscitare fantasie aggressive che non troveranno poi uno sfogo concreto, ma che sarebbero funzionali a scaricare la rabbia del momento.
Quando una persona non riesce ad ammettere a sè stessa quanto i propri cari la facciano arrabbiare o la deludano ecco che  l’inconscio reagisce a proprio modo: non potendosi liberare dalla rabbia la fa emergere sotto una forma diversa, più accettabile per la mente conscia, e cioè sotto forma di preoccupazione per la salute o l’incolumità del proprio caro.

Dietro l’eccessiva e costante apprensione c’è proprio questo: una rabbia più o meno intensa verso la persona oggetto della preoccupazione, rabbia che si trasforma in timore perchè a forma con la quale emerge alla coscienza sia accettabile dalla persona che la prova.
Freud ha denominato questo meccanismo “formazione reattiva”, espressione utilizzata per indicare quei sentimenti apparentemente positivi che emergono in luogo dei sentimenti negativi presenti a livello inconscio e inaccettabili per la coscienza.

A quanti si stupissero per questa dinamica faccio un esempio: cosa pensereste se un vostro amico o conoscente iniziasse a preoccuparsi insistentemente del fatto che, attraversando la strada, potreste essere investititi, e vi ricoprisse di raccomandazioni perchè ciò non avvenga?
Il discorso potrebbe suonare più o meno così:

Mi raccomando, quando esci di qui stai attento nell’attraversare la strada, ci sono molte macchine che passano veloci e nella via sono già avvenuti diversi incidenti negli anni, come quando una signora ha perso una gamba, e non vorrei davvero che questo succedesse anche a te…perchè sai, a volte ci vuole proprio un solo attimo di distrazione per rovinarsi la vita…e di persone che muoiono ogni anno sulle strade ce ne sono migliaia..per non dire di quelle che restano menomate dopo un incidente...” e così via.

Ad un certo punto, ascoltando un discorso simile, iniziereste a sospettare che questa persona  si crogioli nell’idea del vostro eventuale futuro incidente, che se lo auguri o ve lo auguri. I superstiziosi farebbero gli scongiuri, ben cogliendo la reale portata del messaggio.
Questo discorso in determinati contesti potrebbe anzi suonare come una vera e propria minaccia di morte (“stai attento, perchè gli incidienti capitano…”).

Questo stesso discorso è ciò che risuona nella mente angosciata dell’apprensivo, che a volte può premettersi di esplicitarlo nel fare continue raccomandazioni a figli/partner/parenti, mentre a volte tiene per sè la profonda angoscia per l’idea che capiti qualcosa di brutto.
Una possibile conseguenza di questo tipo di  meccanismo è la richiesta di continue conferme sull’attuale permanenza in vita del proprio congiunto, come accade nelle famiglie in cui due o più membri (di solito un genitore e un figlio) si “devono” sentire più volte al giorno per assicurarsi che l’altro stia bene e che sia ancora vivo, che non gli sia capitato nulla di brutto e che la sua incolumità sia salva.

Per quanto il vissuto soggettivo sia di intenso timore e angoscia, guardando da fuori queste situazioni senza lasciarsi fuorviare dall’affetto che sicuramente lega queste persone, si può ben comprendere come vi siano anche forti sentimenti di rabbia e un’aggressività che alimenta appunto paure catastrofiche.

Come ci si può liberare dall’eccessiva apprensione e dalla paura costante che accadano delle disgrazie?
Semplicemente, si può riconoscere senza remore quali reali sentimenti si stanno provando per la persona la cui salute sembra improvvisamente (o costantemente) angosciarci: osservare senza giudicare ciò che si prova permette alla rabbia e ai sentimenti negativi di affiorare alla coscienza senza dover emergere sotto altra forma (la preoccupazione ossessiva).
La consapevolezza della propria rabbia consente di affrontarla domandandosi come mai la si prova e affrontando con il diretto interessato il discorso.

Salvo reali motivi di temere per il proprio caro, dire “sono molto arrabbiato/deluso con te per questi motivi” è più produttivo che dire “stai attento…non andare a schiantarti! Chiamami appena arrivi!”  perchè consente di:
– far crescere il rapporto
– risolvere i problemi esistenti fra due persone che si vogliono bene
– liberarsi dall’angoscia
– lanciare allarmi solo quando sono davvero motivati, scongiurando l’effetto “al lupo! al lupo!” che toglie sicuramente credibilità nel momento in cui il pericolo fosse reale.

Nel caso in cui l’ansia fosse tale da compromettere seriamente la serenità di chi la prova e i rapporti con le persone care, che si allontanano sentendosi eccessivamente controllate e “pressate”, la psicoterapia psicodinamica può essere di grande aiuto perchè consente di e liberarsi da una paura superflua individuandone e rimuovendone le cause.

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