Il caldo provoca depressione?

Sentiamo sempre dire che l’inverno provoca un peggioramento della depressione a causa della carenza di luce e quindi della diminuita disponibilità di serotonina (un neurotrasmettitore), ma non sono poche le persone che si sentono giù di morale durante l’estate e cioè durante il periodo in cui la quantità di luce alla quale siamo esposti è al picco massimo.
I fenomeni depressivi stagionali (SAD, o Seasonal Depressive Disorder) sono codificati dalla comunità scientifica come disturbi legati alla stagione fredda e buia, ma anche l’estate può provocare depressione (oltre che ansia) nei soggetti predisposti.
(Leggi anche: “L’ansia si risveglia in primavera”)

Caldo, cervello e depressione

Quali sono gli effetti del caldo sulla mente umana?
Generalmente le temperature estreme comportano i maggiori disagi nell’Uomo e si correlano a picchi di criminalità che si discostano dalle medie degli altri periodi dell’anno. Questo accade sia a causa dell’effetto fisico che caldo e freddo esercitano sul cervello, alterandone temporaneamente il funzionamento, sia a causa dell’interpretazione che ogni soggetto dà al malessere che prova quando la temperatura ambientale è molto alta.
Non tutti infatti reagiscono allo stesso modo a contatto con uno stesso stimolo o con una stessa situazione e questo dipende dalla loro storia, dall’esperienza passata, dal senso di vulnerabilità personale, dalla fiducia nelle proprie capacità di resistenza e resilienza.
Il caldo rende più impulsivi proprio a causa delle modificazioni che induce nella chimica cerebrale, ma l’irritazione che ogni persona prova quando il caldo e l’afa imperano dipende dalla sua fiducia nella capacità di affrontare il problema, oltre che dalla sua resistenza fisica e dal suo essere o meno “allenato”.
Quest’ultimo fattore contribuisce a formare la percezione di essere capace o non capace di “farcela” e chi sente di non essere in grado di sopportare la situazione sarà più irritato e alla lunga più depresso perchè vittima di circostanze (caldo e afa) che non riesce ad affrontare trovando un sollievo o un rimedio efficace.

Ricordo che l’irritabilità è un sintomo depressivo e che quindi la percezione di trovarsi in una situazione molto disagevole e impossibile da contrastare stimola non solo il senso di impotenza, ma anche la depressione, che in prima battuta può comparire sotto forma di irritabilità.
Appare quindi ovvio che chi soffre di un disturbo dell’umore andrà incontro ad un probabile peggioramento, se soffre il caldo per motivi prettamente organici (sovrappeso, ipotiroidismo, ipotensione/sbalzi di pressione, alimentazione sregolata), subendo una deflessione del tono dell’umore causata dalla comune difficoltà dei depressi a far fronte ai problemi, che appaiono solitamente insormontabili ai loro occhi anche quando non lo sono del tutto o in parte.

Un’altra componente della depressione è la mancanza di energie, che si correla alla mancanza di interesse per ciò che in precedenza destava entusiasmo e alla mancanza di forza fisica necessaria per svolgere le incombenze quotidiane o anche occasionali che in precedenza erano svolte senza difficoltà.
Le temperature eccessivamente alte portano il corpo ad una condizione di ipotensione (pressione bassa) perchè il caldo dilata i vasi sanguigni (vasodilatazione periferica) e di conseguenza la pressione sanguigna tende a scendere rispetto alle situazioni nella quali la temperatura esterna è ottimale.
Ne consegue che il caldo crea la stessa situazione di spossatezza e svogliatezza presente nella depressione e nei soggetti predisposti questo conduce al calo del tono dell’umore perchè le sensazioni e le percezioni si confondono. Non solo chi soffre già di un disturbo depressivo risente di questo meccanismo, ma anche chi è particolarmente sintonizzato sulla propria capacità di performance e si vede costretto a rinunciare a determinate attività perchè non è in grado di svolgerle e non ne ha
nemmeno voglia.
Un terzo aspetto che lega caldo e depressione è l’insonnia, assieme agli altri disturbi del sonno che compaiono spesso all’interno delle sindromi depressive così come nei periodi caldi e afosi. Difficoltà di addormentamento o mantenimento del sonno sono comuni sia fra i depressi che fra chi soffre il caldo e conducono molto spesso a irritabilità durante il giorno, anche quando il totale di ore dormite non è oggettivamente inferiore a 7.
Citiamo infine l’inappetenza come fenomeno che accompagna sia la difficoltà ad acclimatarsi, sia i disturbi depressivi: mentre nel secondo caso lo scarso appetito riflette la scarsa voglia di fare e di “vivere”, quando la causa è il caldo la fame scomparirà per motivi organici, ma l’alimentazione inadeguata o insufficiente potrà portare a ulteriore spossatezza e senso di debolezza, che si rifletteranno sull’umore.

Perchè il caldo fa deprimere?

Alla luce di quanto detto possiamo concludere che il clima caldo e afoso mima la depressione provocandone i sintomi e portando chi soffre già di un disturbo dell’umore a peggiorare.
Le persone che tendono ad avere cali d’umore anche senza arrivare ad essere depresse risentiranno ugualmente della situazione.
In entrambi i casi, oltre alle oggettive condizioni fisiche e climatiche, ciò che conta è la percezione di affaticamento, di vulnerabilità, di non risolvibilità del problema che aumenta il senso di impotenza e ha quindi ricadute importanti sul tono dell’umore.

Se il caldo toglie le forze, il sonno e l’appetito è normale che l’umore ne risenta.

Come combattere la “depressione estiva”?

Le risposte sono differenti a seconda delle singole situazioni.

Chi soffre di un disturbo dell’umore conclamato ed è in cura per questo motivo non può che proseguirla e chiedere allo psichiatra di fiducia un eventuale aggiustamento della terapia farmacologica, se le sue condizioni si sono modificate sensibilmente – e non solo per qualche giorno.
Per quanto riguarda la parte psicologica della cura è importante che il paziente sia messo nelle condizioni di riconoscere che il clima caldo e afoso provoca naturalmente sintomi simil-depressivi e che quindi non ha motivo di preoccuparsi eccessivamente nè di fare confronti con altre persone, che gli possano sembrare scattanti e indisturbate dalle temperature roventi, sentendosi più debole o più inetto o più incapace di loro.
Il meccanismo del confronto con gli altri è una trappola cognitiva che si attiva nella maggior parte dei quadri ansiosi e depressivi e porta a distorcere la percezione delle altre persone, che appaiono tutte migliori (in ogni declinazione possibile), mentre sono tutte diverse una dall’altra e spesso, analizzate caso per caso, più sofferenti di quanto il paziente sia in grado di cogliere (leggi: “L’ansioso e gli altri: stanno davvero tutti bene?”).

Chi non soffre di alcun disturbo (o, almeno, non ha ricevuto alcuna diagnosi e quindi presumibilmente non è depresso) deve tenere presente che determinate reazioni sono del tutto normali e non scoraggiarsi, ma adattare i propri ritmi a quanto la stagione e il meteo richiedono per non affaticarsi ulteriormente e per non veder aumentare la propria irritabilità a causa della constatazione che non riesce a fare più quello che ha fatto nel resto dell’anno.

Vale per tutti il consiglio di dimagrire se si è sovrappeso, effettuare periodici controlli per accertarsi del buon funzionamento della tiroide, ricorrere a rimedi naturali o anche farmacologici (a giudizio del curante) se i valori della pressione sanguigna sono eccessivamente bassi (ipotensione), evitare cibi grassi e alcolici perchè provocano un aumento nella percezione del caldo.
E’ inoltre importante perseguire il mantenimento di un buon allenamento fisico, in linea con l’età, affinchè l’organismo tolleri il meglio possibile il clima estivo: in tal modo la percezione di “non farcela” e di essere indifesi svanirà o si attenuerà di molto e affrontare caldo e afa non sarà più un compito impossibile.


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