Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC): come curarlo?

Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) è una sindrome di natura ansiosa identificata da Sigmund Freud e descritta nella raccolta dei suoi Casi Clinici, perchè rappresentava una condizione patologica di particolare interesse per la psicoanalisi in quanto espressione visibile delle pulsioni inconsce inaccettabili per l’Io cosciente del soggetto.

Il DOC si compone di due aspetti, l’ossessione e la compulsione, inscindibilmente legati fra loro e derivanti da pulsioni e desideri inconsci che il soggetto non riconosce come propri, ma che vive in prima persona come contenuto dei pensieri ossessivi che provocano in lui intensa ansia, ansia che terrà immediatamente a bada attuando una compulsione e cioè un comportamento incontrollabile volto a sedare l’angoscia suscitata dal pensiero ossessivo.

Un soggetto che presentasse intense pulsioni aggressive inconsce potrebbe temere di fare qualcosa di male e/o inappropriato, proprio a causa della spinta di tali pulsioni, ed eseguire ripetuti gesti di controllo per assicurarsi di non aver veramente compiuto l’azione che ha in mente.
Per fare un esempio, una persona che temesse di investire involontariamente i pedoni con propria auto potrebbe “dover” controllare ripetutamente di non aver investito nessuno (guardando nello specchietto o fermandosi e scendendo dal veicolo) ogni volta che incrociasse dei pedoni, pur sapendo consciamente di non aver affatto provocato un incidente.
Chi invece temesse di fare gesti aggressivi verso le persone che gli sono vicine potrebbe mettere in atto una serie di misure di sicurezza per non trovarsi nelle condizioni di agire realmente nel modo che immagina: potrebbe nascondere i coltelli e altri oggetti potenzialmente pericolosi che si trovano in casa, allontanarsi dalle altre persone per la strada temendo di poterle spingere sotto un’auto o un mezzo pubblico, evitare in ogni modo di trovarsi in compagnia di bambini per non attuare comportamenti pedofiliaci, allontanarsi da una chiesa durante la Messa per non bestemmiare o compiere gesti osceni e così via.

Le ossessioni hanno spesso contenuto aggressivo, rivolto all’esterno o al soggetto stesso: ne sono un esempio le ossessioni circa la possibilità di aver contratto una patologia, riguardanti in particolare le malattie a trasmissione sessuale, che rappresentano l’effetto dell’aspettativa inconscia di ricevere una punizione per i propri errori o peccati o desideri, soprattutto inconsci, che l’Io cosciente non accetta e per i quali il soggetto “sente” di dover essere punito.
In tal caso spesso la compulsione è rappresentata sia dal dubbio ossessivo in sè, che nulla riesce a sedare perchè parte dell’auto-punizione stessa, sia da ripetuti accertamenti medici svolti per togliersi un dubbio che non può essere tolto solo sottoponendosi ad analisi.
Oltre al pensiero di aver contratto ad es. l’HIV è frequente anche la paura di aver iniziato una gravidanza non desiderata come “punizione” (inconscia) per la propria libertà sessuale: questo vale sia per le donne che temono di essere incinta, sia per gli uomini che temono che la propria partner lo sia.

Sempre sul fronte dell’aggressività si situano le ossessioni-compulsioni riguardanti la pulizia: il soggetto si sente “sporco” e attua una serie di tipici comportamenti di pulizia sproporzionati alle sue necessità oggettive e sostanzialmente dannosi per l’organismo, al fine di eliminare la sensazione di sporcizia.
Sono tipiche le docce prolungate, effettuate con acqua molto calda e detergenti aggressivi e strumenti che consentano di sfregare la pelle (spazzole, spugne esfolianti, manopole di rafia), ma anche l’utilizzo di quantità abnormi di carta igienica che si verifica per la sensazione della persona di non essere abbastanza pulita per smettere di sfregare le parti intime.
Oltre alle ovvie ripercussioni dermatologiche (distruzione del film idro-lipidico posto a protezione della cute, sviluppo di dermatiti e irritazioni cutanee) il soggetto non raggiunge mai la sensazione di adeguata pulizia perchè lo “sporco” che sente non riguarda l’esterno, cioè il corpo, ma i contenuti inconsci che non è in grado di accettare e integrare a livello cosciente.

Un’altra tipica ossessione è rappresentata dalla paura di non aver chiuso il gas, la porta, la macchina e così via: anche in questo caso il controllo compulsivo attuato ripetutamente per assicurarsi di averlo fatto serve ad allontanare la paura che accada qualcosa che sarebbe ancora una volta appartenente all’area dei comportamenti aggressivi, cioè un’esplosione che provocherebbe devastazione e/o vittime, un’incursione di malintenzionati nell’abitazione, un furto in macchina o il furto della macchina stessa ecc.

Esistono poi dei comportamenti che non seguono pensieri ossessivi consci, ma che il soggetto attua in risposta a pensieri del tutto inconsci, percependo l’angoscia che ne deriva e cercando di ripristinare il controllo sulla propria realtà: ne sono esempio l’azione di contare determinati oggetti o gesti che si compiono, magari sentendo di “dover” effettuare N volte un certo gesto, o quella di riordinare con precisione gli oggetti dell’ambiente circostante, per creare l’illusione di un ordine interiore che non è possibile raggiungere semplicemente allineando i soprammobili o ponendo i libri in ordine di altezza o gli abiti in ordine di colore.

Riassumendo, le compulsioni sono azioni svolte in risposta all’angoscia che deriva da pulsioni aggressive inconsce, delle quali il soggetto non ha consapevolezza e che lo portano a cercare di ripristinare l’equilibrio mediante azioni che cancellino dubbi e angosce.

 

Come si cura il Disturbo Ossessivo-Compulsivo?

Non è in alcun modo possibile che una persona affetta da DOC si curi da sola ed è anzi pericoloso che lasci passare il tempo nell’illusione di veder scomparire i sintomi, perchè questo non può accadere in maniera spontanea e il livello di disagio andrà incontro ad un probabile peggioramento, in assenza di una terapia appropriata.

Come si può ben intuire, trattandosi di un disturbo piuttosto complesso il suo trattamento non può essere semplicistico nè rapido, soprattutto se il soggetto chiede aiuto dopo molto tempo dall’esordio dei sintomi.
Se si mira a raggiungere un miglioramento stabile nel tempo e la guarigione è importante analizzare le componenti inconsce alla base del DOC e cioè le pulsioni inaccettabili alle quali la persona reagisce attuando le compulsioni per rassicurarsi e sedare l’angoscia.

Per questo motivo è particolarmente utile un approccio (psicoterapia psicodinamica/psicoanalitica) che non si limiti ad agire sui sintomi, ma che, sulla scorta delle scoperte di Freud sulla mente umana, approfondisca gli aspetti della vita mentale inconscia e aiuti il paziente a renderla cosciente per quanti attiene alle cause del DOC, in modo tale da togliere forza a quegli istinti aggressivi inconsci e integrarli nel vissuto cosciente del soggetto.

Al contempo è spesso necessario ricorrere anche ad un trattamento farmacologico, del quale si occupi un medico psichiatra, proprio a causa della natura estremamente complessa del Disturbo Ossessivo-Compulsivo e in considerazione della gravità del singolo caso, oltre che del disagio soggettivo che la patologia provoca al paziente.

 

Approfondimenti:
Ossessioni: curare è meglio che “gestire”
Ossessione o pensiero fisso?

 

Per appuntamenti presso il nostro studio: 
dott. Stefano Pozzi 
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