La violenza nelle coppie adolescenti

La strada verso il femminicidio e i gravi episodi di violenza dei quali sono vittime troppe donne inizia da lontano, da quegli anni nei quali i primi rapporti di coppia appaiono già connotati da dinamiche aggressive, svalutative, prevaricatorie, che le ragazzine accettano come inevitabili o peggio ancora come “normali” quando le subiscono dal partner.
Una ragazza che subisce abusi in silenzio diventerà molto probabilmente una donna disposta ad accettare qualsiasi comportamento aggressivo del partner, tanto più se priva di indipendenza economica e/o in presenza di figli – che alcune donne ritengono erroneamente di tutelare mantenendo unita la coppia genitoriale, pur essendo vittime del compagno o marito ed essendolo spesso di fronte ai bambini.

Una ricerca appena effettuata dall’Osservatorio Nazionale Adolescenza in collaborazione con Skuola.net dimostra che le stesse dinamiche disfunzionali riscontrabili nelle coppie adulte che vivono un rapporto violento sono già presenti all’interno delle coppie di adolescenti.
Le 7500 ragazze intervistate, di età compresa fra i 14 e i 20 anni, hanno infatti riferito in percentuali allarmanti di essere vittime dei comportamenti aggressivi del partner, comportamenti dalle differenti declinazioni perchè le ragazze riportando di aver subito:
– sfuriate (aggressioni verbali) dovute alla gelosia del partner nei 2/3 delle coppie;
offese e insulti perpetrati di fronte ad altre persone, dal vivo oppure online, nel 38% dei casi, dei quali la metà sono avvenuti per motivi inconsistenti (e nel 14% si è trattato di offese considerate “gravi” da parte delle ragazze stesse);
violenza fisica nel 4% dei casi.

Questi numeri potrebbero essere sottostimati, se si considera che oltre il 10% delle ragazze teme che il fidanzato possa perdere il controllo quando si arrabbia e che possa quindi passare dall’aggressione verbale a quella fisica.
Infine, ben 8 ragazze su 10 affermano di essersi trattenute dall’esprimersi liberamente almeno una volta per paura di scatenare una reazione violenta nel partner e quindi per difendersi preventivamente da lui.

Fra le ragazze picchiate dal fidanzatino circa 2 su 3 hanno ricevuto delle richieste di scuse e ascoltato le dichiarazioni di pentimento del partner, che le hanno motivate a perdonare l’aggressore in metà dei casi: questa identica dinamica avviene nelle coppie adulte, nelle quali è molto frequente che l’uomo che ha comportamenti violenti convinca la partner di essere realmente pentito e che quanto accaduto non si ripeterà – dichiarazione di norma disattesa alla prima occasione, dal momento che un uomo adulto incapace di controllarsi non imparerà a trattenersi semplicemente per la convinzione (anche autentica) di aver sbagliato ed esagerato.

Queste ragazzine diventeranno quindi in seguito proprio quel tipo di donna che subisce in silenzio qualsiasi tipo di violenza e vessazione, nell’illusione che lui “sia pentito” e che “non lo rifarà”?
Probabilmente sì, perchè la propensione a fidanzarsi con un ragazzino violento nell’adolescenza può rimanere uguale a sè stessa e portare in seguito a unirsi a uomini violenti in fasi successive della vita, soprattutto se la violenza è sentita come normale o non così grave, o anche come qualcosa che “sicuramente la prossima volta non avverrà più”.

Una menzione particolare merita il capitolo sulla gelosia.
Come detto, molte ragazzine hanno già subito aggressioni verbali dal partner a causa di motivazioni legate alla gelosia, ma la gelosia non si limita ad esprimersi in questo modo se è vero che esita troppo spesso in comportamenti ipercontrollanti da parte del partner.
Il 68% del campione ha infatti riferito che il partner ha preteso almeno una volta di leggere – e quindi controllare – le sue conversazioni in chat e, oltre a questo, il 37% dei ragazzi pretende di conoscere le chiavi di accesso ai social della propria fidanzatina. Il 13% delle adolescenti è stata inoltre costretta ad eliminare dei contatti e quindi a non poter scegliere liberamente con chi intrattenere conversazioni.

Uno degli aspetti più allarmanti è che la maggior parte delle ragazze (3 su 4) non parla con nessuno di quanto subisce dal partner, aprendo la strada per ulteriori vittimizzazioni e rinunciando alla possibilità di ricevere ascolto e aiuto.

Ogni giorno la Polizia di Stato riceve 88 denunce da parte di donne maltrattate e abusate dal partner (il 36% sono denunce per maltrattamenti, il 27% per stalking, il 9% per violenza sessuale e il 16% per percosse): la prevenzione diventa cruciale, a partire fin dalle prime relazioni e da quell’età nella quale gli adolescenti affrontano molti dubbi su di sè e sugli altri e non hanno ancora ben chiaro cosa sia “giusto” e “normale” tollerare in un rapporto di coppia.

Da questo punto di vista la coppia genitoriale rappresenta sicuramente un modello al quale ogni adolescente si ispira, esplicitamente o implicitamente, dal momento che per lunghi anni ha potuto osservare da vicino le dinamiche del rapporto uomo-donna che hanno avuto luogo fra i propri genitori, interiorizzandole e creandosi delle aspettative riguardo alla coppia che andrà a propria volta a formare.
Quando le dinamiche fra i genitori sono disfunzionali, violente, patologiche, è comprensibile che una ragazzina ritenga che quella sia la normalità e che un ragazzino violento abbia imparato (di solito dal padre) a sottomettere la partner, a umiliarla, a minacciarla, a svalutarla (nel migliore dei casi, se così si può dire), e che quindi faccia altrettanto.
Una ragazzina cresciuta in un ambiente nel quale la violenza fisica e/o verbale è quotidiana e considerata normale imparerà a tollerare le aggressioni come “parte della vita di coppia” e tenderà più facilmente a perdonarla e a essere ripetutamente vittima di maltrattamenti nel corso della vita.

Per questo motivo è importante sia una presa di coscienza da parte dei genitori sul tipo di insegnamenti – anche impliciti – che trasmettono ai figli, sia una forte attenzione nei riguardi dei propri figli e dei loro comportamento quando si sa di averli cresciuti in un ambiente non sereno.

Allo stesso tempo è importante che le adolescenti sappiano che si possono rivolgere gratuitamente allo Spazio Giovani presente in ogni Consultorio Familiare, senza la necessità che i genitori ne siano informati, per ricevere ascolto e aiuto da parte di professionisti qualificati (psicologo, avvocato, ginecologo, assistente sociale), soprattutto quando non hanno la possibilità di aprirsi con altri adulti e di ottenere un sostegno da parte della famiglia.

Lettura consigliata: “Donne che amano troppo”, di Robin Norwood (Feltrinelli)

Fonte:
“Gelosia, insulti, controllo ossessivo: la violenza sulle donne inizia già da piccoli. Ma 3 su 4 non ne parlano a scuola”, Osservatorio Nazionale Adolescenza

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